APPENNINO PISTOIESE – Il castagno è senza dubbio la pianta che meglio rappresenta l’Appennino Pistoiese e le sue «selve». Maestoso e generoso, questo albero non è solo il re del paesaggio montano: per secoli, ha nutrito e scaldato intere generazioni, tanto da meritarsi l’appellativo di «pianta del pane».
domenica 5 gennaio 2025
IL CASTAGNO, IL GIGANTE BUONO DELL’APPENNINO PISTOIESE
venerdì 18 novembre 2022
lago scaffaiolo. LE FIRME SUI SASSI? UTILI SOLO PER LA STATISTICA DEI VAGABONDI
In ogni epoca è stato meta di visitatori, fra questi anche il poeta e scrittore Giuseppe Giusti che con arguzia e l’ironia della sua prosa, sferza conti e marchesi che incidono sulle pietre del lago il titolo nobiliare anteponendolo al proprio nome
LAGO SCAFFAIOLO. Il Lago Scaffaiolo, piccolo specchio d’acqua a 1775 m. di altitudine posto sul crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano sotto la vetta del monte Cupolino, è stato in ogni epoca meta di visitatori, tra questi anche il poeta e scrittore di Monsummano Giuseppe Giusti.
Lo descrive in una lettera rivolta all’amico Pietro Thouar in cui racconta di Un viaggio nei Monti pistoiesi.
Con l’arguzia e l’ironia della sua prosa, sferza conti e marchesi che incidono sulle pietre del lago il titolo nobiliare anteponendolo al proprio nome “quasi – scrive il Giusti – che il tempo dovesse rispettare quei titoli” e, rincara: “utili se non altro alla statistica de’ vagabondi”.
domenica 6 novembre 2022
montagna da leggere. “VETTURINO, ANDIAMO A GAVINANA”
Una vivida descrizione di metà ‘800 scritta da Teresa Ravaschieri, benefattrice e letterata napoletana, in visita ai luoghi che videro il capitano fiorentino Francesco Ferrucci scontrarsi nel 1530 con l’esercito di Carlo V comandato dal Principe d’Orange
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“Vedete, fra quei castagni in scoscesa, avvenne il primo scontro tra il Ferrucci e il Principe d’Oranges” |
GAVINANA. Teresa Ravaschieri (Napoli, 5 gennaio 1826 – Napoli, 10 settembre 1903), benefattrice e letterata napoletana, frequentò nella seconda metà dell’800 assiduamente la Montagna pistoiese soggiornando sovente all’Abetone.
Incantata dalla bella natura dagli, si direbbe, ameni luoghi e dai poveri ma sereni abitanti, li descrive con trasporto e vorrebbe che tutti salissero su quei monti e vi si ritemprassero e ne godessero, come ne ha goduto e vi si è ritemprata lei.
In un suo scritto intitolato L’Abetone pistoiese, descrive la visita fatta a Gavinana rievocando le gesta del Ferrucci nella battaglia del 1530 qui combattuta per la libertà della Repubblica di Firenze.
domenica 20 dicembre 2020
libri. NUÈTER DI DICEMBRE DEL GRUPPO STUDI ALTA VALLE DEL RENO È IN EDICOL
Gli auguri a Guccini per i suoi 80 anni, una mappa del castello medioevale di Sambuca, Vanni Fucci, l’orrendo delitto di Torri del 1913, l’apparizione della Madonna a Vizzero e molto altro nell’ultimo numero della rivista
MONTAGNA PISTOIESE. È in edicola il numero 92 di dicembre di Nuèter-noialtri, semestrale di storia, tradizioni e ambiente della montagna bolognese e pistoiese, pubblicato dal Gruppo di Studi Alta Valle del Reno.
Interessante, come sempre, il materiale pubblicato, con attenzione ad entrambi i versanti.
Le prime pagine del numero sono dedicate alle locandine delle tanta iniziative realizzate nonostante il Covid.
Per il versante pistoiese è presente il resoconto della presentazione dei primi due volumi del manoscritto di Domenico Cini: Osservazioni storiche sopra lo stato della Montagna Pistoiese, tenutasi a Gavinana il 9 agosto.
Si prosegue con gli Auguri a Francesco Guccini, che ha compiuto 80 primavere, con un omaggio di Ivana Righetti.
Renzo Zagnoni presenta Una mappa del secolo XVI del castello della Sambuca Pistoiese, conservata all’Archivio di Stato di Firenze, che ritrae la situazione del castello e del centro abitato del tutto aderente alla sua situazione medioevale.
domenica 13 dicembre 2020
sabato 12 dicembre 2020
libri. «L’ARMATA DIMENTICATA» I PRIGIONIERI TOSCANI DECEDUTI NEI CAMPI DI PRIGIONIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Oltre 4.000 persone che non ritorneranno nelle loro terre, dai loro cari. Diventati invisibili, da dimenticare e condannare al loro destino. Unica colpa: essere stati catturati vivi dal nemico. Molti anche della Montagna Pistoiese
FIRENZE-MONTAGNA. La cosa che impressiona maggiormente sfogliando L’armata dimenticata, curata da Antonio Losi per le Edizioni dell’Assemblea del Consiglio Regionale della Toscana, recentemente pubblicato, è il numero delle pagine: 619, di cui quasi 600 con, uno dopo l’altro: un nome, un cognome, la data di nascita, quella morte e il luogo di sepoltura.
Sono i soldati toscani caduti prigionieri durante la Prima guerra mondiale, morti di stenti e malattie nei campi di prigionia austroungarici e tedeschi, dietro cui si cela spesso una giovane vita spezzata, troncata e violata; una famiglia e degli affetti.
Un interminabile elenco, per niente asettico, frutto di un lungo lavoro di ricerca. Nomi che gridano “perché”?
Oltre 4.000 persone che non ritorneranno nelle loro terre, dai loro cari. Diventati invisibili, dimenticati e condannati al loro destino. Unica colpa: essere stati catturati vivi dal nemico.
martedì 8 dicembre 2020
Il direttore della struttura, a sua insindacabile discrezione, poteva concedere alle gentili signore e signorine che vi giungevano di dormire nelle camere del primo piano. Fotogallery di cartoline d’epoca
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Linaugurazione della torre |
APPENNINO. Sorgeva proprio sulla vetta più elevata dell’Appennino settentrionale. Era l’osservatorio del Monte Cimone, una robusta torre ottagonale, in pietra da taglio, alta circa 12 metri, costituita da tre piani e un terrazzo dotato di un ampio parapetto, su cui erano tracciate delle linee indicanti i principali punti del vasto orizzonte, che a quest’altezza è possibile ammirare.
L’idea della costruzione nacque a Modena nel 1852, ma solo nel 1880 ci fu la volontà di realizzarla per impulso ed opera del prof. Pietro Tacchini dell’Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma.
Vi contribuirono: il Ministero della Pubblica Istruzione, la Provincia di Modena, le sezioni Cai di: Enza, Bologna e Firenze, oltre a numerosi altri enti e privati.
I lavori, svolti sotto la direzione dello stesso Tacchini e dell’ing. Coppi, durarono fino al 1891 e l’anno successivo, il 27 settembre, venne inaugurata.
Per mezzo secolo, come si legge nella targa in suo ricordo, è stato un faro di scienza e civiltà.
domenica 6 dicembre 2020
BOTRI: UN ORRIDO DANTESCO
escursioni, sentieri della montagna pistoiese e oltre
Una spettacolare gola calcarea che si sviluppa dalle pendici dell’Alpe delle Tre Potenze e del Rondinaio. La, forse, prima testimonianza scritta di un “trekking” di inizio ‘900. Un fiume, bolgia di macigni. Passaggi strettissimi con pareti strapiombanti dove guardare in su dà le vertigini come scrutare un abisso dall’alto. Qui il cielo si fa piccolo e diventa un sottile rigagnolo azzurro
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L'orrido di Botri |
Ha pareti ripidissime che raggiungo anche i 200 metri di altezza.
Fa parte della riserva istituita nel 1971 che comprende anche il Balzo Nero. Per il grande afflusso di persone e il pregio del luogo da preservare, le visite sono contingentate e permesse solo da giugno a settembre.
sabato 5 dicembre 2020
acquerino SENTIERO E BIVACCO DEL FAGGIONE, A BREVE L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI
Il progetto definitivo approvato a settembre di quest’anno, si propone di valorizzare l’area molto frequentata e ricca di valori naturalistici e paesaggistici. 57 mila euro l’importo del contributo
ACQUERINO. L’Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese ha avviato il procedimento per affidare l’appalto dei lavori edili al Bivacco del Faggione delle Valli nella Foresta Demaniale dell’Acquerino.
L’ente aveva presentato domanda di finanziamento nel 2016, rientrante nel programma Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 per il “Sostegno agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”, aggiudicandosi un contributo di 57 mila euro.
Il progetto definitivo “Sentiero e bivacco Faggione delle Valli”, approvato a settembre di quest’anno, si propone di valorizzare l’area posta ai margini della Riserva Biogenetica di Acquerino, molto frequentata e ricca di valori naturalistici e paesaggistici.
Gli interventi interesseranno sia il sentiero che il bivacco.
lunedì 24 agosto 2020
SPARITA LA CROCE DEL MONTE GENNAIO
APPENNINO PISTOIESE. La piccola croce in ferro del Monte Gennaio (1810 m), la cima più alta del gruppo di monti identificato come Uccelliera, tozzo e brullo poggio sullo spartiacque tra il Tirreno e l’Adriatico, con ad est, nel pistoiese, la Valle della Verdiana e ad ovest, nel modenese, quella del Silla, è sparita.
Si pensa ad un atto vandalico.